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Tre-quattro milioni di uova all'anno, decine di formati e clienti diversi: ecco come un produttore svizzero ha portato in azienda la stampa delle etichette con Anytron ANY-002, fino a installare una seconda macchina.
Portare la stampa delle etichette dentro l'azienda non è una scelta solo tecnologica: è un modo diverso di organizzare la produzione. Lo racconta bene il caso di Eugster Eier, produttore svizzero di uova che confeziona tra i tre e i quattro milioni di pezzi all'anno e che ha scelto la stampante digitale per etichette in bobina Anytron ANY-002 per gestire internamente tutte le sue etichette. Una case history pubblicata da Anytron, di cui Print Solution è distributore in Italia, e che descrive con precisione un problema comune a moltissime aziende alimentari italiane.
Eugster Eier nasce come allevamento avicolo negli anni Cinquanta e nel tempo si è trasformata in una realtà che unisce produzione, trasformazione e confezionamento. Oggi produce circa 3-4 milioni di uova all'anno: una parte viene confezionata fresca per la vendita al dettaglio, un'altra viene trasformata in uovo intero, tuorlo, albume, uova sgusciate e uova sode.
Il punto critico è il confezionamento. I formati cambiano in base al prodotto e al cliente: confezioni da sei, da dieci, altre configurazioni, fino a imballi preparati su specifica del singolo cliente. Ogni combinazione di prodotto, formato e peso è, di fatto, un'etichetta diversa.

Con l'aumentare delle referenze, la gestione delle etichette è diventata il collo di bottiglia. Il quadro descritto nella case history è quello classico:
Dipendere interamente da una tipografia esterna rendeva difficile governare questa variabilità: bisognava programmare ogni lavoro con il fornitore, accettare i suoi tempi e i suoi minimi d'ordine, e spesso stampare più etichette del necessario per rientrare nei costi — con il rischio concreto di doverle poi buttare al primo cambio di dicitura.
L'azienda ha scelto di internalizzare la stampa installando una Anytron ANY-002, stampante digitale a colori per etichette in bobina. Con la macchina in stabilimento, le etichette si preparano seguendo il ritmo della produzione, non quello del fornitore: si stampa la quantità che serve per la singola commessa, poche decine o diverse migliaia, senza rinegoziare nulla con l'esterno.
"Posso produrre singole etichette in tirature piccole o grandi. Sono molto flessibile, non dipendo da nessun tipografo esterno."

È il passaggio chiave: l'etichetta smette di essere un vincolo esterno e torna a essere una variabile controllata dall'azienda, allineata al piano di confezionamento.
Le etichette coprono l'intera gamma: confezioni al dettaglio che variano per numero di uova e classe di peso, prodotti trasformati con informazioni e formati differenti, imballi personalizzati per cliente. Una singola grafica fissa non basterebbe mai a coprire la produzione quotidiana.

Con la stampa digitale tutte queste varianti convivono in un unico flusso di lavoro, e ogni etichetta viene prodotta nella quantità richiesta dal lotto. È esattamente lo scenario in cui il digitale batte le tecnologie tradizionali: molte referenze, tirature corte, cambi frequenti.
Dopo aver preso confidenza con la prima ANY-002, l'azienda ne ha installata una seconda, per rendere la produzione interna di etichette più strutturata e adatta al lavoro quotidiano. Non un cambio di piattaforma, ma un raddoppio della stessa: il segnale più concreto che la scelta ha funzionato.

"Assolutamente nessun problema. Un'ottima macchina."
Il bilancio finale è fatto di controllo — su tempi e quantità — e di indipendenza dal fornitore esterno, con la produzione di etichette gestita in parallelo al confezionamento invece che a monte, settimane prima.
Il settore alimentare italiano vive gli stessi vincoli, con in più una normativa etichettatura fitta e in continuo aggiornamento: ingredienti, allergeni, valori nutrizionali, lotto e scadenza. Ogni modifica di ricetta o di dicitura rende obsolete le etichette a magazzino. Abbiamo raccolto gli obblighi principali nella guida su etichette alimentari: normativa, obblighi e come stamparle in azienda.
Stampare internamente significa aggiornare una dicitura e ristampare in giornata, gestire lotto e scadenza a dato variabile, produrre solo il necessario e azzerare le giacenze di etichette destinate a diventare inutilizzabili.
L'ANY-002 stampa a toner laser LED a 1.200 dpi, con una produttività fino a 5.000 etichette in due ore. Nell'alimentare il toner ha un vantaggio pratico: la stampa è resistente ad acqua, umidità e abrasione senza bisogno di laminazioni aggiuntive — utile per etichette che vivono in celle frigorifere, ambienti umidi o a contatto con la manipolazione del prodotto. Il supporto (carta, PP certificato, PET) si sceglie in base al confezionamento e all'ambiente d'uso: la verifica più affidabile resta il test sui propri materiali reali.
Se stai valutando quale macchina fa al caso tuo, può aiutarti la guida su come scegliere la stampante per etichette a colori in bobina.
Il caso Eugster Eier mostra un percorso replicabile: molte referenze e tirature variabili rendono insostenibile la dipendenza da una tipografia esterna; la stampa digitale in bobina riporta l'etichetta dentro il perimetro aziendale, con tempi e quantità decisi dalla produzione. Al punto che, dopo la prima macchina, ne è arrivata una seconda.
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